Calogero CORDARO
Il richiamo della propria terra, dei luoghi, delle atmosfere e dei personaggi ha da sempre sostituito uno dei motivi d'ordine non solo emotivo-sentimentale, ma anche psicologico di tanti artisti. Esiste una sorta di seduzione e di incanto che come cordone ombelicale lega la sensibilità di un artista al mito della propria terra. Elina Greco sviluppa il suo discorso pittorico sulla scia di tale richiamo. Sono i ricordi del passato e della fanciullezza che decantati e in certo modo quasi arricchiti sotto lo stimolo di una immaginazione fervida ed inquieta, si fanno elementi di una figurazione efficace e vivida. Viene fuori il profilo di una terra felice, dove la tradizione si fa strumento di vita semplice e primigenia, anche se di tanto in tanto è come pervasa da incubo e da paure accestrali. Dal punto di vista espressivo si assiste nell'arco della sua produzione pittorica, inizialmente, ad una sorta di analogia con quella che è la visione ingenua dei primitivi o la foga emozionale dai fauveus o l'esaltazione del colore puro. Il segno è netto e rapido, la tavolozza cromatica si arricchisce di stesure in cui dominano tinte forti e decise quasi a dare senso all'inquieta dimensione delle sue tele: l'azzurro, il rosso, il verde, diventano gradualmente i colori della solitudine e della disperazione perchè l'artista non dimentica il suo impegno sociale, la capacità di auscultazione che gli ifà cogliere intera la dimensione di un dramma contempotaneo che tocca la sua sensibilità di essere sensibile ed accorto che vede il destino incerto della sua terra e della sua gente.
Giacinta PANTORNO
Elina Greco nella sua pittura evidenzia una delle caratteristiche del suo modulo creativo proprio nella forza della intensità espressiva, dove l'impulso espressionistico esplode con virulenta irritazione e per così dire allo scoperto. C'è nelle sue opere una persistente alternanza di variazioni espressive che aprono squarci impensati nella sua maniera d'arte come in un modulo talora cangiante, ma sempre idealmente unitario. La pittrice forse avverte anche un suadente invito a noi di rinunciare mai alle suggestioni della fantasia, alla tenerezza e al sogno quale parte del profondo itinerario verso la verità dell'esistenza, quella realtà in cui soltanto si può essere umani liberi.
Filippo SOLITO MARGANI
Particolarmente vivida e icastica la tavolozza di Elina Greco. Sull'onda della microstoria, usando le tinte forti dell'humus isolano e di una ricca tipologia autoctona, l'artista si ispira all'iconografia popolare, l'arte di narrare per immagini, arte arcaica, ma sempre carica di nuove suggestioni, nella perenne rivisitazione del vissuto storico e riproposizione di temi, divenuti, per comparazione, sempre attuali. L'artista quindi ci propone una Sicilia ancora in sintonia con la tradizione del verismo italiano, che è verismo lirico, in immediata relazione con la natura e la storia. Particolarmente suggestive le figure femminili, piene d'introspezione, immagini che richiamano la ritrattistica di Fausto Pirandello, dove si legge, nell'incisiva plasticità degli occhi e dei volti, negli incarnati, una tonalità di sentimenti:dolore, attesa, speranza. Tutti questi volti femminei sono testimonianza di un dolore antico e tuttavia catartico, fonte di nuova vita, segno di caratteri indomiti. Ariosità di figure, gusto per i particolari rivelatori, tratti forti e decisi nella riproposizione di paesaggi di provincia, nelle nature morte, nelle res derelicatae. Paesaggi, scene d'intensa drammaticità, storie in germe, tutte d'ampio respiro, con i colori accesi della rievocazione, dove ha ruolo non sussidiario il prodigio della fantasia.
Piero MIGNOSI
Autodidatta: si esprime nelle sue opere ispirandosi ai soggetti dei grandi maestri contemporanei "anni 60-70" (De Chirico, Guttuso, Sironi, De Pisis,) prediligendo un'espressione tradizionale fatta di luci e gioco di chiaro scuri eseguiti con armoniosa pacatessa.